Il paese dei balocchi
By Giulia Angeletti at 4 March, 2008, 3:11 pm
Leggendo <Internazionale> di questa settimana, mi sono imbattuta in un trafiletto che diceva semplicemente: “Immigrati: secondo i dati dell’Ocse, gli immigrati sono più qualificati di chi è nato nel paese in cui risiede”.
Colgo quindi l’occasione per parlare di Matthew, perché molte volte mi era riproposta di scrivere qualcosa su di lui, ma non lo avevo mai fatto. Questo è il momento.
Abbiamo conosciuto Matthew l’anno scorso con le altre ragazze dell’università in giro per Bologna. Matthew vendeva calzini, fazzoletti e tutto il resto, ma più che vendere, a lui piaceva e piace parlare con la gente. Ci ha raccontato che stava seguendo un corso di italiano, e si voleva esercitare un po’. 24 anni, direttamente dalla Nigeria. Li ci ha detto di aver studiato e di essersi laureato in ingegneria.
Poi un giorno Anna, l’amica della Mari stava li a dannarsi con un esercizio di fisica che non le veniva, arriva Matthew, e in due minuti glielo ha risolto.
Non mi sono stupita del rapporto dell’Ocse, anzi dentro di me sono sempre stata convinta che gli “immigrati” ( e mi scuso per questa parola così generalizzante ) siano molto più in gamba di quello che ci fa comodo pensare.
Strano paese l’Italia, in cui degli ingeneri vendono calzini per la strada e in parlamento abbiamo signori che non hanno neanche finito le superiori.
Se l’ha risolto un ingegnere, non era un problema tosto dai! ;)
peccato che lei è laureata alla triennale in fisica (a Padova), e adesso si sta per laureare in astronomia… :P
Cara Giulia,
per non andare lontano desidero darti la mia testimonianza.In cgil , camera del lavoro a padova,nell’anno 1990 ho avuto molte volte occasione di conoscere stranieri di nascita dalla pelle scura,accettare lavori manuali generici in fabbriche metalmeccaniche a condizioni ultime,ebbene tali persone anche se giovani fisicamente atletici erano spesso muniti di 1 o 2 lauree , ma avevano bisogno di lavorare per mangiare e vestire. Non è raro trovare ” stranieri che hanno studiato” che parlano più lingue in modo corretto cercare e trovare lavori che noi rifiutiamo chè abbiamo studiato.Quante volte in tv. ci è capitato di assistere ad interviste su persone di colore che non confondono congiuntivi con i condizionali. Non andiamo troppo lontano e cerchiamo di non stupirci troppo la nostra supponenza non ha limiti,almeno mi sembra.
dario
@ Giulia: forse allora l’ha fatta troppo velocemente :p
Gli aggiornamenti civili
aggiornamenti di sistema
da noi fratelli d’Italia
spaventano credo
iI camaleontici fratelli
benestanti conservatori
chi ce lo fa fare
pensano
il mondo cosi com’è è meraviglioso!
@ Giulia
con tutti gli stranieri che conosci a Senigallia, dovevi proprio prendre Matthew come esempio
Si, poteva prendere un altro esempio, magari meno “pittoresco”. Critico anche la chiusura finale, non vorrei che si cadesse sul populismo, insultando a man bassa i parlamentari, che finiscono dentro ad ogni discorso, esistono al parlamento persone discutibili magari, ma dal livello di istruzione invidiabile.
Una fraze del tipo: “Immigrati: secondo i dati dell’Ocse, gli immigrati sono più qualificati di chi è nato nel paese in cui risiede”, è stata proposta brutalmente per introdurre un tema, merita una trattazione migliore secondo me, per non scadere nel banale.
Merito all’articolo di trattare lo scarso riconoscimento del livello culturale degli immigrati oggi presenti in Italia.
OTTO MARZO
Le quote rosa
… in giro si pensa che le signore in Parlamento
Prestigiacomo esclusa
abbiano lasciato i linguaggi
impegnativi e concreti
del loro utile (*) mediocre margine di scolarizzazione
per i linguaggi oscuri e furbetti
o addirittura disonesti
della politica … si dice in giro .
Qualsiasi cosa
dicano le femmine
io la intendo
autorizzata al qualsiasi
le forzature al buonsenso
a credito
per loro
vanno intese infinite.
Lampo giallo bianco!
@ mohamed: infatti per quello hai ragione, con tutte le persone che ho conosciute di “esempi” ne potevo trovare molti, ma molti di più… ma potendo qui su asanguefreddo parlare di tutto, e non solo di cose riguardanti Senigallia, ho voluto ricordare Matthew, di cui altrimenti non avrei potuto accennare.
@ gelo: l’articolo si chiama “il paese dei balocchi” non a caso, e per essere precisi, “il paese dei balocchi, parte I”, ma qualcosa probabilmente si è perso per mail. Pensavo ad una serie di articoli sul nostro paese, fotografando varie “situazioni” che dassero un quadro particolare dell’Italia d’oggi. Accostare immigrati e parlamentari non mi sembra una cosa banale, forse ardita, ma forse questa sottigliezza è andata un pò troppo sul sottile …
http://www.camera.it/deputatism/248/lista.asp qui trovate il livello di istruzione dei nostri deputati, e qui http://www.senato.it/leg/15/BGT/Schede/Statistiche/Composizione/SenatoriPerTitoloDiStudio.html quello dei senatori.
poi mi spieghi cosa ha di “pittoresco” il mio esempio.
Fortunati voi che conoscete tutta gente laureata e contemporaneamente brava.
Nella mia esperienza lavorativa, già dal 1980,con i primi lavoratori extracomunitari, laureati o diplomati, come dicono loro,si sono rivelati disastrosi.Attualmente nella fonderia in cui lavoro, ne dirigo parecchi, hanno studiato,bravi, ma dopo anche 6/7 anni che fanno lo stesso lavoro avvitano sempre le viti al contrario, oppure impiegano anche 1 minuto o 2 a pensare il senso per avvitare.
Mi sono accorto che la loro prerogativa è la “memoria”, non usano per niente la “logica”.
Avranno pure studiato, alla loro maniera, ma usare la “testa” non l’hanno per niente imparato. Se questo lo considerate razzismo, fate pure.
Grazie per l’ospitalità.
lo_spillo
Si, penso sia razzismo.
nei criteri generali quello che dice il sig
Giampiero è sacrosanto è sciocco se ha pretese rigide di tipo epidermico variopinto.
io penso solo che Giampiero dovrebbe capire: 1.che in realtà, a mio parere, l’intelligenza non è un canone prestabilito, ne esistono di diversi tipi: alcuni sono dei grandissimi matematici, ma non sono in grado di tagliare l’erba in giadino..altri, grandi letterati, eppure non sanno risolvere delle semplici operazioni algebriche…
2.non penso che Giulia con questo articolo volesse dire che tutti gli immigrati sono dei geni, solo che evidentemente anche chi tra loro è istruito, alla fine deve ripiegare sulla vendita dei calzini porta a porta. Tra gli immigrati, come tra gli italiani, ci sono anche persone stupide, ma non penso che nessuno lo abbia mai messo in dubbio.
L’anno scorso ho vissuto Parigi senza visitare musei bensì osservando le persone ed ascoltando i bambini.Fra le tante cose che mai potrò dimenticare:alle 12 all’uscita delle scuole elementari,bambini che non avevano di certo più di 1o-12 anni,tutti assieme bianchi-gialli-neri-posato lozainettoper terra tutti a cazzotti e ridere con le loro erre moscie,tutti francesi,tutti uguali anche se il colore della pelle eradiverso.Quella cagnara multietnica è stata la più istruttiva lezione che la Francia mi ha dato.
dario.
mi dispiace ma io in Francia ho vissuto per un pò di tempo, ospitata da una ragazza di origini algerine…e purtroppo non è tutto oro ciò che luccica…anzi..mi diceva che pur vivendo insieme hanno ancora tantissimi problemi legati al razzismo
Dario sei stato propia a Parigi, salita alle cronache poco tempo per fatti che sottolineano un’integrazione non proprio riuscita, non proprio.
sarà che vedo sempre altrove.
Comunque i bambini prima che vengano “educati dai grandi” sono amici e non guardano colori e tratti.
Comunque se non siamo daccordo va beh.
Ma come mai sto silenzio per il Tibet?
Possibile che abbiamo una coscienza così poco sensibile?
Direi che se anche gli Stati dovessero tacere io le Olimpiadi di Pechino le saboterò nel mio piccolo non guarderò lo spettacolo visto che Pechino davvero sta compiendo cose che non capisco e meno capisco il silenzio globale .
dario
La coscenza sensibile ci viene insegnata dai “grandi” che poche decine di giorni fa hanno evitato accuratamente l’incontro con il Dalai Lama in visita in Italia, ora è asta e bandiera della moderazione contro il nemico Cina, estremamente violento e repressivo, sprezzante violatore dei diritti umani, tolto però da pochissimi giorni dalla lista nera stilata dagli americani, per agevolare e semplificare le delegazioni occidentali in visita turistica per le imminenti olimpiadi. Non nascondiamoci dietro questa bassa macelleria mediatica. In altro a destra c’è un video-intervista dove parla la professoressa Orofino, profonda conoscitrice della situazione Tibetana.