Nucleare, tecnologie vecchie per una scommessa sbagliata
By Gelo Polare at 15 April, 2010, 6:54 pm

Italia e Francia, annuncia con entusiasmo il Premier italiano, hanno trovato un’accordo. La Francia venderà all’ Italia le tecnologie per costruire le centrali nucleari e l’energia elettrica, così, dice il Premier, gli italiani pagheranno meno, quando è indecifrabile, la bolletta elettrica. Per ora le uniche spese sono per costruire impianti già vecchi che gli altri paesi europei non vogliono costruire ma che da noi troveranno, anzi a quanto pare hanno già trovato posto. Le sedi sono top-secret. Una in Veneto, le scorie delle centrali chiuse 23 anni fa ancora girano scortate per mezza Europa, dove metteremo le prossime prodotte è conosciuto da poche, pochissime persone, quasi nessuno. I più pensano che l’uranio ci batterà sul tempo finendo prima lui che ne la costruzione della prima centrale nucleare. I costi per acquistare qualche briciola di uranio andranno alle stelle e allora si che sulla bolletta elettrica l’italiano avrà avuto un gran risparmio che ricapitolando consiste in:
- Comprare tecnologie vecchie da stati che non se ne fanno più nulla se non non te le venderebbero. Io ho dei materassi vecchi in garage, servissero a qualc’uno li vendo come nuovi ma hanno la muffa e le molle cecchine ti torturano tutta la sera, ma io li vendo come nuovi. I materassi di 4 generazione sono fatti così.
- Costruire queste centrali, darà tanto lavoro, sicuramente, ma anche costruire, che so, asili nido da lavoro all’edilizia;
- Comprare il combustibile nucleare, in rapido esaurimento, quasi quanto il petrolio;
- Smaltire i residui dei processi di fissione;
- Smaltire le centrali obsolete dopo una ventina, circa, di anni di attività.
Un gran risparmio, non c’è dubbio. Una spesa per tutti i cittadini ed un guadagno per chi allora? Perché da che mondo è mondo, se una cosa viene fatta è perché qualc’uno ci guadagna qualche cosa. Quindi chi vuole fare queste centrali ci guadagna. Ci speculeranno le imprese che vinceranno gli appalti, appalti trasparenti e chiari, come sempre succede in Italia, vinceranno le imprese che forniranno i materiali.
Perderanno i cittadini, perderanno in salute, in salvaguardia del territorio, perderanno una scommessa importante sul futuro: l’approvigionamento energetico nell’era post-petrolifera. E’ come se: una volta usavamo tutti il telefono di casa, ora si predilige il cellulare, ma in Italia investiamo sul telegrafo dicendo che è il futuro. Possiamo anche farlo, possiamo convincerci di fare grandi passi in avanti, o di portarci avanti con i tempi. Potremmo, ma faremmo un errore. Ancora una volta pronti a saltare sul treno sbagliato.
Non fare entrare l’Italia nel treno del nucleare è compito nostro.
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