I soliti furbetti, argomenti triti e ritriti in una partecipazione con i paletti
By redazione at 28 February, 2010, 11:56 am
Ci sono in Italia una serie di personaggi, decine di migliaia di individui che si aggirano per le piazze, per le strade, lungo le vie telematiche cercando di cambiare l’Italia, accompagnati da questa continua speranza di mutare la situazione politica quindi sociale ed economica del paese. Molti di questi appartengono al popolo viola che anche ieri ha sfilato a Roma chidendo più o meno le stesse cose della manifestazione di dicembre 2009, circa 3 mesi fa, dalla quale ben poco è cambiato. Loro figure di spicco sono giornalisti come Travaglio, giustizionalisti ad oltranza il cui giornalismo ‘Mente Critica‘ descrive come “del giornalismo di inchiesta pugnettistica”. Sono molto d’accordo con l’articolo linkato. Gli italiani hanno bisogno di indignarsi, fare delle critiche, leggersi belle inchieste “pugnettistiche” per poi tornare alle solite occupazioni quotidiane. Si un paio di volte all’anno ci scappano queste manifestazioni delle quali il governo se ne disinteressa, che danno speranza di partecipazione che ad alcuni fanno sentire liberi di esprimere con grandissima forza la loro indignazione. Certo che muovendosi dentro i limiti di partecipazione, limiti ben stretti, imposti da questo governo, direi più in generale da questa politica italiana delle ultime decadi, si va davvero da ben poca parte. I media trattano tutti gli stessi argomenti, la politica tratta sempre degli stessi argomenti, mentre l’Italia si sgretola c’è chi ci parla dei gattini che si sono persi, del sogno di un ragazzo che diventa famoso. Ricompattano il paese le grandi tragedie attorno alle quali tutti si stringono mentre i soliti furbetti impuniti ed impunibili speculano, lucrano, sfruttano e guadagnano ecco che allora c’è chi parla di legalità intransigente, c’è chi, a forza di fare della legalità sempre e comunque il baluardo del proprio incedere quotidiano prima o poi inciamperà in esso. La questione che va posta non è quella della legalità ma della giustizia di questa legalità. Perché rubare è reato, ma funziona che chi ruba di più paga sempre di meno.
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