Sulla tragedia di Haiti, sulla povertà di Haiti
By Gelo Polare at 17 January, 2010, 3:10 pm
{…}Ininterrottamente, per ore, sono continuate ad arrivare notizie sempre più traumatiche sulla situazione di questo fraterno paese. Si discutevano le cifre dei deceduti, che fluttuavano, secondo le versioni, tra i 30 mila ed i 100 mila. Le immagini sono desolanti; è evidente che il disastroso avvenimento ha ricevuto un’ampia divulgazione mondiale e molti governi, sinceramente commossi, stanno realizzando degli sforzi per cooperare secondo le loro risorse.
Una tragedia commuove in buona fede un grande numero di persone, soprattutto quelle di carattere naturale. Forse pochi però si fermano a pensare perché Haiti è un paese così povero. Perché quasi il 50% della sua popolazione dipende dalle rimesse familiari che riceve dall’estero? Perché non analizzare anche le realtà che portano Haiti all’attuale situazione ed alle sue enormi sofferenze?
L’aspetto più curioso di questa storia è che nessuno pronuncia una sola parola per ricordare che Haiti è stato il primo paese in cui 400 mila africani, schiavizzati e deportati dagli europei, si sono ribellati contro 30 mila padroni bianchi, proprietari di piantagioni di canna da zucchero e di caffé, portando a termine la prima grande rivoluzione sociale nel nostro emisfero. Lì sono state scritte pagine d’insuperabile gloria. E’ stato sconfitto il più eminente generale di Napoleone. Haiti è il prodotto netto del colonialismo e dell’imperialismo, di oltre un secolo d’impiego delle sue risorse umane nei lavori più duri, degli interventi militari e dell’estirpazione delle sue ricchezze.
Questa dimenticanza storica non risulterebbe così grave come il fatto reale che Haiti costituisce una vergogna della nostra epoca, in un mondo dove prevale lo sfruttamento ed il saccheggio dell’immensa maggioranza degli abitanti del pianeta.
Migliaia di milioni di persone in America Latina, Africa ed Asia soffrono di carenze simili, sebbene forse non tutte in una proporzione così alta come Haiti.{…}
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