La svolta necessaria
By Gelo Polare at 31 October, 2009, 4:17 pm
Rimanere ancorati ad un’idea, rimanere fedeli ad un ideale e cercare di perseguirlo a lungo nonostante tutte le difficoltà che questo comporta è difficile.
Al PD si prospettava, all’alba della sua fondazione subito una scelta, un bivio. Creare un grande calderone nel quale il segretario rimescolando come una polenta tutti i granelli delle varie correnti interne cercasse la via della mediazione per massimizzare i voti, arrivando a chiedere a cristiani che magari appoggiano la Binetti di votare fianco a fianco con vecchi esponenti di qualche sezione locale di quello che fu il PC. Oppure decidere una linea, decidere un programma determinato e serio, che poco si concentrasse sul cercare di “aspirare” qua e la più voti possibile e che cercasse di riflettere e far ragionare attorno a delle questioni centrali. Pultroppo è stata scelta la strada più facile, quella che pareva garantire a breve, brevissimo termine la prima vittoria elettorale del neonato partito, dargli 5 anni di respiro, 5 anni durante i quali attendere, forse, il ritiro di Berlusconi o durante i quali indebolirne la coalizione, 5 anni che dessero l’opportunità per trovare convergenza su alcuni temi centrali, temi che si sono ripresentati oggi, prepotentemente. Così non è stato, le elezioni sono state perse, ripetutamente e il partito è sempre più in agonia.
Ora è stato eletto Bersani.
42.000 insegnanti in meno, università con sempre meno offerta formativa, corsi in meno, strutture abbandonate e mal mantenute, fabbriche che chiudono, operai che finiscono in strada e sempre il padrone se la cava di rendita, politici che credono di prendersi gioco dell’intelligenza della gente, militari osannati come eroi spediti da uno stato che taglia sullo stato sociale per ammazzare popolazioni all’estero per vendere armi e far fare contratti alle varie eni, trenitalia, etc. Eroi che muoiono con un fucile in mano ma 4 al giorno in Italia con altri strumenti. 1028,48 milioni di dollari l’impegno italiano per fare degli arei da caccia F 35, asemblati a Novara. Quanti ne sono stati tagliati alla scuola? Ma quelli sono aerei, sono belli e potenti, sono utili.
Ora che si fa? I soldi mancano, le escort non riescono a farlo dimenticare (e neanche i trans), la gente viene lasciata a casa, lo Stato è diverso da come vorremmo che sia, lo stato delle cose è diverso da come lo descrivono dal governo, lo Stato Italiano è diverso da come viene raccontato. C’è il bisogno di parlare di diritti, di sociale, di uguaglianza, di sanità e istruzione per tutti garantita, di alloggi, di sicurezza del vivere, di lavoro, di onestà, di antifascismo. Il Pd come era non sfiorava seriamente nessuno di questi temi, scimmiottava l’ideale della produttività strizzando l’occhio agli imprenditori “illuminati” e parlando con chi per loro lavora (o lavorava), si riempie la bocca del bisogno di sicurezza per le strade, di democrazia. Di democrazia parlano, viene eletto uno dei tre candidati, uno che ha delle idee ed un passato, Veltroni, Rutelli, Franceschini etc minacciano di lasciare il Pd. Bella prova di democrazia. Il Pd ha bisogno di spingersi a sinistra per sopravvivere. Ha bisogno di parlare dei problemi della gente, farsene carico e ragionarci. Il bene dei banchieri o degli industriali, degli speculatori edilizi non è il bene degli impiegati e degli operai, dei dipendenti e degli studenti, se il Pdl è nato per i primi, è formato dai primi, il Pd deve parlare con i secondi. Bersani, sono fiducioso, se ne è accorto, staremo a vedere. Il bene comune, il bene per tutti, oltre l’aria e l’acqua, non esiste. Non illudiamoci.
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